...quel tuffo nella Valle d'Itria in sella a vecchie bici da corsa

la valle d'itria

La Valle d’Itria è una porzione di territorio della Puglia centrale a cavallo tra la città metropolitana di Bari e le province di Brindisi e di Taranto. Il suo territorio coincide con la parte meridionale dell’altopiano delle Murge: in senso stretto è la depressione carsica che si estende tra gli abitati di  Noci, Alberobello, Locorotondo, Cisternino e Martina Franca. La principale peculiarità della valle sono i trulli, tipiche ed esclusive abitazioni in pietra a forma di cono, le masserie e il paesaggio rurale in genere caratterizzato dall’elevato uso della pietra locale utilizzata per costruire muri a secco e dal terreno di colore rosso acceso, tipico della Puglia meridionale

noci

Il centro storico di Noci è caratterizzato dalle gnostre, cortili aperti sulle viuzze, e da strani fumaioli. In autunno il centro storico si anima di colori e profumo di vino novello e castagne.

CHIESA MATRICE DI NOCI

La Chiesa Matrice di Noci è dedicata a Santa Maria della Natività, fu costruita nel 1316 per volere di Filippo I d’Angiò dopo essere scampato ad un violento temporale riparandosi sotto un noce, qui gli apparve la Madonna e da allora l’abitato di Noci ha preso questo nome. Custodisce numerose opere tra le quali un fonte battesimale trecentesco, una Madonna con bambino attribuito a Stefano da Putignano e 14 tele settecentesche rappresentanti la Via Crucis. Di fronte si trova la Torre dell’orologio o Torre civica terminata nei primi decenni dell’ottocento.

A poco più di un chilometro dal centro abitato, sorge nei pressi della Masseria Barsento che un tempo era un convento, l’omonima chiesa; questa fu eretta nel 591 per volere di Papa Gregorio Magno. L’interno è a pianta basilicale con le volte a botte la cui struttura è simile a quella dei trulli, è da notare il fatto che la tecnica di costruzione si svilupperà sul territorio circa un millennio dopo.

ABBAZIA DI SANTA MARIA DELLA SCALA

In direzione Gioia del Colle, a circa 6 chilometri dalla città si trova l’Abbazia di Santa Maria della Scala, il complesso, costruito nel 1930 fu edificato nei pressi di una precedente chiesa del XI secolo, di cui l’attuale, in stile romanico pugliese, conserva il portale. Attualmente è abitata da una ventina di monaci benedettini ed al suo interno è attivo un importante laboratorio di restauro di libri antichi.

(fonte Puglia.com)

alberobello

È Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1996 con i suoi mille trulli che spuntano fra stradine scoscese. La gastronomia locale offre dolci di mandorle, pettole, cartellate ed amaretti.

RIONE MONTI E TRULLO SIAMESE

Il rione Monti è stato dichiarato Monumento nazionale dal 1910, è qui che si trovano la maggior parte dei trulli cittadini, nel quartiere le antiche costruzioni sono utilizzate prevalentemente ad uso commerciale e sono disposte su 8 strade parallele. Il Trullo Siamese è tra i più antichi presenti in città, la sua costruzione dovrebbe risalire al 1400, la particolarità di questa casa è che è un trullo doppio, con due coni e due ingressi da strade diverse, la leggenda legata a questa costruzione racconta che era abitata da due fratelli che però innamorati della stessa donna dovettero dividere la casa essendo diventata la convivenza tra i due impossibile.

Al margine del rione Monti si trova una costruzione molto particolare, la Chiesa di S. Antonio, un edificio di culto a forma di trullo. La chiesa di S. Antonio è stata edificata nel 1927 con un ingresso monumentale sovrastato da un rosone.

RIONE AIA PICCOLA

L’altro rione costituito da trulli è il rione Aia Piccola, questo risulta essere molto più raccolto non essendoci al suo interno attività commerciali. A ridosso tra Aia Piccola e piazza del Popolo c’è un agglomerato di trulli chiamato Casa Pezzolla, qui è stato allestito il Museo del Territorio, dove sono esposti attrezzi della tradizione contadina ed è illustrato l’uso della pietra nella società locale.

CASA D’AMORE

Tre i tanti edifici, spicca Casa d’Amore, la prima casa costruita utilizzando la malta, una palazzina a trullo ad un piano con un balconcino; Casa d’Amore è monumento nazionale dal 1930.

Basilica di Cosma e Damiano

La Basilica dei Santi Medici Cosma e Damiano è stata edificata nel settecento nei pressi di una precedente chiesetta rurale; si accede salendo una scalinata e attraversando un bel portale in bronzo riccamente abbellito da bassorilievi. All’interno numerose opere pittoriche, la Madonna di Loreto presente sull’altare maggiore, e gli affreschi sull’abside; la chiesa conserva anche importanti reliquie dei Santi a cui è dedicata.

TRULLO SOVRANO, IL PIÙ GRANDE DI ALBEROBELLO

Alle spalle della Basilica dei Santi Medici, il Trullo Sovrano svetta con i suoi 14 metri di altezza. Il Trullo Sovrano è la struttura più grande del paese e l’unica a due piani, fu costruito a metà del ‘700 e rappresenta il punto più alto della tecnica costruttiva a secco. Attualmente è visitabile ed è arredato con mobili della tradizione.

(fonte Puglia.com)

LOCOROTONDO

Dove la Murgia degrada, si riscontra la Valle d’Itria, un cuscinetto di verde a metà strada tra Adriatico e Jonio e su questa pianura, circondata da piccole alture, si affaccia Locorotondo. Sorge linda e silente sulla sommità di un colle che cinge gli ultimi contrafforti murgiani del Barese.

Armoniosamente tondeggiante come il toponimo stesso suggerisce, Locorotondo deve il suo nome alla morfologia assunta dal primo centro abitato, sorto attorno al mille.

Sulla cima del colle sul quale sorge Locorotondo si trova la Villa Comunale, tappa obbligatoria per poter ammirare la distesa di ulivi secolari e trulli che compongono la Valle d’Itria. Dalla Villa si raggiunge facilmente la maestosa Chiesa Madre di San Giorgio Martire, dedicata al patrono cittadino ed edificata tra il 1790 ed il 1825 con il campanile alto quasi 50 metri. L’interno a croce greca custodisce delle opere del pittore napoletano Federico Maldarelli ed un bel coro ligneo proveniente da una chiesa precedentemente edificata sullo stesso sito.

Chiesa di S. Maria della Greca

Prendendo via Cavour si giunge nei pressi della Chiesa di S. Maria della Greca, con le sue belle forme romaniche. La chiesa è la più antica di Locorotondo, anche se si hanno notizie solo sulla sua ultima edificazione, risalente al 1480 ad opera di Pirro Orsini del Balzo, Principe di Taranto. La facciata è a capanna con spioventi laterali, sul portale d’ingresso è posto un rosone che ha sostituito nel XX secolo il precedente medievale andato distrutto. Le opere pittoriche conservate all’interno sono tutte cinquecentesche.

Jazzilli: i trulli unifamiliari

Merita certamente una bella passeggiata la campagna circostante, punteggiate di trulli, molto interessanti gli agglomerati sorti intorno ai cosiddetti jazzili: gruppi di trulli unifamiliari con servizi comuni quali la cisterna, l’aia ed una piccola cappella.

Contrada di San Marco

A 5 chilometri dalla città, vicina alla Selva di Fasano si trova la popolosa contrada di San Marco, qui vi è la l’omonima chiesa rurale edificata nel 1678, a croce latina con il campanile a vela ed il tetto coperto con pietre, realizzato con una tecnica simile a quella utilizzata per i tetti dei trulli.

(fonte Puglia.com)

Martina Franca

Martina Franca è una cittadina trecentesca che sorge nel bel mezzo della Valle d’Itria e che ricade nel territorio comunale il Bosco delle Pianelle. Frequentata già dal neolitico, a fondarla fu il principe di Taranto Filippo I d’Angiò. La città è nota per la sua architettura barocca e per il festival musicale della Valle d’Itria.

VILLA COMUNALE E CHIESA DI S. ANTONIO

Il centro cittadino è rappresentato da piazza XX Settembre, sulla quale si affaccia la Villa Comunale, un tempo giardino del convento delle Grazie. Al lato della villa sorge la quattrocentesca Chiesa di S. Antonio; con la facciata neoclassica realizzata nel 1835, conserva al suo interno due sculture di Stefano da Putignano.

PALAZZO DUCALE

Attraversando un arco si giunge nel centro storico nel quale svetta il Palazzo Ducale, che attualmente ospita il Municipio, costruito nel 1668 su di un preesistente castello. Colpisce l’alta facciata barocca a due piani divisi da una lunga balconata. Di notevole importanza le sale del Mito, della Bibbia e dell’Arcadia completamente affrescate. Palazzo Ducale ospita anche il Museo del Bosco delle Pianelle.

BASILICA DI S. MARTINO

Prendendo corso Vittorio Emanuele si staglia davanti agli occhi un’altra facciata barocca, si tratta della Basilica di S. Martino, costruzione della metà del ‘700, sulla quale spicca il bel portale sormontato dal gruppo scolpito di S. Matino ed il povero. L’interno è a croce latina ad unica navata, riccamente decorato, molto bello l’altare maggiore ai cui lati vi sono due statue di marmo della Carità e della Maternità.

(fonte Puglia.com)

Cisternino

Cisternino, uno dei Borghi più Belli d’Italia, sorge su una verde collina ed è caratterizzata da una architettura frutto di un insediamento spontaneo, con tipiche case bianche a terrazzo e scala esterna. Si consiglia di fermarsi per un aperitivo in piazza dell’Orologio.

LA VILLA COMUNALE E LA CHIESA

Entrando in città vale la pena fermarsi alla Villa comunale, dal cui belvedere è possibile far spaziare lo sguardo sulla Valle d’Itria. Sul lato opposto di via Manzoni si trova invece la Chiesa Matrice di San Nicola, di origine romanica, l’edificio fu costruito su di una chiesa paleocristiana utilizzata precedentemente dei monaci basiliani.

L’attuale facciata in stile neoclassico è stata realizzata nel 1848, l’interno è a tre navate divise da colonne, qui è custodita una delle sculture più conosciute del rinascimento pugliese: la Madonna con Bambino e offerente, conosciuta anche come Madonna del Cardellino, realizzata da Stefano da Putignano nel 1517. La chiesa custodisce numerose opere d’arte come gli affreschi presenti sulla navata sinistra o la bella statua di San Nicola.

LE TORRI DI CISTERNINO

Di fronte alla chiesa si eleva la Torre normanno-sveva, costruita tra l’XI ed il XII secolo, è detta anche Torre Grande perché era la più grande del sistema difensivo cittadino. La torre è alta circa 18 metri e considerando che non presenta feritoie e caditoie è ipotizzabile il fatto che si trattasse di una torre di vedetta o di segnalazione. Poco oltre si trova un’altra torre, di forma cilindrica ed appartenente al sistema difensivo di epoca aragonese.

Nell’ottocentesca piazza principale fa bella mostra di se la Torre dell’Orologio, simbolo cittadino, e luogo eletto dalla movida estiva.

(fonte Puglia.com)

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